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mercoledì 17 marzo 2021

Toponomastica presente nel mio romanzo "Larth - Storia di un Etrusco"​. I cognomi Heskanas, Velianas, Harulenas, Purthnas, Tethnas, Cainas

Molti lettori mi chiedono approfondimenti per quanto riguarda un aspetto del mio romanzo ossia i nomi dei personaggi.

In appendice del volume è presente un nutrito glossario in cui affronto questo aspetto, tuttavia, vale la pena evidenziare come nascono i nomi di questi personaggi.

Abbiamo in primo luogo, alcuni personaggi che sono storicamente attestati, ad esempio quello che con grafia latina italianizzata è volgarmente noto come Lars Porsenna.

Porsenna è per la vulgata, quel re (Lucumone) di Chiusi che Tito Livio ci dice mise Roma sotto assedio.

Secondo Giulio Maria Facchetti sarebbe attestato il cognome Purthnas.

Nel mio romanzo, vi è un Lavchume di Clevsi, di nome Larth Purthnas, anche se come per altri personaggi, esso viene a trovarsi in un tempo diverso, anche se leggermente da quello in cui viene tradizionalmente collocato. Infatti l'Assedio di Roma è datato 508 a.c. mentre i fatti del mio romanzo fanno riferimento a poco più di trent'anni prima.


Altri nomi realmente attestati ricorrono nel mio romanzo, nomi provenienti da epigrafi su iscrizioni tombali, o dai rari testi, come il Liber Linteus, la Tegola di Capua, la Tabula Cortonensis, o le Lamine di Pyrgi.

Ed infatti, il protagonista si chiama Larth Velianas, e porta il cognome di Thefarie Velianas, di cui parlano queste ultime, come colui che dedica il Tempio presso cui si trovano queste lamine a Uni Alastres (Astarte). Egli vive intorno al 500 a.c. quindi sempre poco dopo i fatti.

Il fatto principale attorno a cui si snoda la narrazione di cui questo è solo il primo di tre volumi, è la Battaglia del Mar Sardo, che sarebbe avvenuta in una data non meglio precisata tra il 541 ed il 535 a.c.

Sul cognome Velianas si sviluppa una narrazione entro la narrazione, con le mitiche origini della famiglia.
Essi infatti risalirebbero a Vel Heskanas, figlio di Aine, nipote di Hanksh, fuggitivi da Tarvisha.

Di chi stiamo parlando?

Tarvisha è una traduzione in Etrusco/Tirrenico di Tarhuisha, il nome anatolico di Troia. Ed è anche il possibile toponimo originario di alcune località in area Retica, ad esempio Treviso, e Tarvisio.

Hanksh è una versione plausibile dell'endonimo per Anchise, Aine è da vari studiosi considerata una versione plausibile per Enea, e Vel dovrebbe essere la forma Etrusca per Ivlvs, ovvero Julo.

Dal momento che Julo è anche noto come Ascanio e poichè presso Orvieto è attestato il cognome Hescana, la mia suggestione, la mia ipotesi è che si sarebbe potuto chiamare Vel Heskanas, se fosse stato un Tirrenico, o "Turshana" come chiamo io il ramo allogeno dei Rasna, in riferimento ai "Tursha" presenti nella lista egizia dei "Popoli del mare".

Su questo cognome si dice anche che è l'esonimo per il misterioso popolo che porta il nome Liku di Wara Saka, i cui domini sono a settentrione di quelli di Velzna (mi sono ispirato agli Oschi di Tuder - Todi - Tular, confine, in Etrusco)

Vel Heskanas è il mitico fondatore di varie città etrusche, Vel-khe, Vel-zna, Vel-athri, e di lui si dice abbia sconfitto il mostro o drago Vulth (mi sono liberamente ispirato alla leggenda del mostro Volta)

Suoi compagni guerrieri e buoni amici sono personaggi i cui cognomi sono Tethnas, Harulenas, Cainas, Lartheas. Essi sono membri di famiglie proprietarie di tenute, con all'interno un villaggio che accoglie i molti lavoratori.

E così Spur (Città) Larthea è la tenuta dei Lartheas, Spur Harulena, quella degli Harulenas, Spur Caina dei Cainas, Spur Tethna dei Tethnas.

Sono attestati i cognomi Harulena e Tethnas da cui avrebbero preso origine i toponimi di Arlena di Castro e Tessennano, cittadine entrambe nei pressi di Tuscania.

Cainas, in analogia a Cai-sra, (Caere, Cerveteri) e Cai-sna (Cesena, Cesano) è un cognome da cui potrebbe essere plausibile tragga origine il toponimo Canino altro paese del viterbese.

Lartheas, variante di Larthe (nome del fiume Marta in antico) potrebbe essere una ipotesi plausibile per Latera altra cittadina del viterbese, sempre nelle vicinanze di Canino, Tessennano, Arlena.

Per cui il gruppo di amici di Larth Velianas, che invece è membro dei Velianas di Curnth (liberamente ispirata al toponimo Cornos nel comune di Marta) tenuta che deriverebbe il suo nome dalla greca Corinthos da cui si dice derivi un antenato della famiglia (questo a dispetto di quello che invece dice la leggenda).

martedì 7 marzo 2017

Toponomastica sarda: il gruppo -ng- e -rg-



Ci occupiamo spesso di antiche civiltà della Sardegna. Abbiamo molti motivi per farlo.
In primo luogo la vicinanza geografica con il territorio etrusco, ci fa dedurre che i rapporti tra l'isola e la terraferma etrusca siano stati continui, frequenti e reciproci.
Sappiamo che gli etruschi ebbero un ruolo fondamentale nella battaglia del Mar Sardo del 550 a.c. in cui presero la focese Alalia/Aleria. Sappiamo che parteciparono Shardana di Sardegna assieme a Fenici, Corsi, Etruschi probabilmente di Tarquinia e Caere, forse Balearii e mercenari Ligures di altri territori.
Sappiamo di interessanti ipotesi toponomastiche proposte da Pittau su alcune località sarde come Tertenia, Tortolì, e persino l'idronimo Tirso ha assonanze familiari.
Ne sappiamo a sufficienza insomma per includere senza timore di essere "fuori tema" l'isola di Sardegna nelle nostre analisi.
La Sardegna rappresenta un prezioso unicum culturale e specialmente linguistico.
È linguisticamente divisa allo stato attuale in almeno cinque aree.
1.) La Gallura a nord ad esclusione della zona di Olbia, ha una lingua italoromanza di derivazione corsa. Normalmente viene attribuita alle migrazioni che avvennero fin dal 1500 dalla Corsica.
Una traccia onomastica della presenza corsa nell'isola e specialmente in Gallura e sassarese è data ad esempio dal cognome Cossu (Corso) e dal famoso cognome sassarese Cossiga (che andrebbe pronunciato Còssiga ed è un esito sardo dal catalano Còrcega ossia appunto Corsica).
È tuttavia possibile che una base ligure oltre a quella dei ligures ormai latinizzati ed italianizzati corsi precedente fosse permasta. Sappiamo che l'area gallurese orientale era in antico il territorio degli Ilienses (forse affini ai ligures Ilwa(?) dell'Elba) e dei Balares (forse i Balara(?) ).
Il 'Galluresu', è caratterizzato dall'uso del Lu e Li come articolo determinativo analogamente al corso settentrionale ed a molti dialetti dell'Italia centro meridionale; e dal singolare lambdacismo nel distretto di Arzachena (in lingua locale Alzachena).
La formazione del plurale in -I ed -E e la morfologia e sintassi delle parole è puramente italica seppur sardizzata con fenomeni di sonorizzazione e di betacismo.
2.) La zona di transizione di Castelsardo e Sassari (Castiddaiu, Sassaresu) dove coesistono elementi italici e sardi.
3.) Il Logudoro (area medio settentrionale) caratterizzata dall'uso del Sa, Su come articolo determinativo singolare e Sas e Sos per il plurale, e dal plurale in -s pura. Molto frammentato in una ampia varianza di sfumature.
4.) Barbagia - Nuorese
È definita dai sardi stessi l'area più linguisticamente conservativa. È un isola culturale e linguistica nell'isola.
Del resto sappiamo che i Romani stessi mantennero una frontiera con la BARBARICIA, il MARGINE o 'Marghine'.
Un amico sardo mi disse che i locutori della zona di Nuoro agli orecchi di un campidanese "non hanno accento".
Posso ipotizzare che si riferisca ad una maggiore enfasi del fenomeno della tonizzazione sillabica tipico della locuzione sarda.
5.) Campidano
Praticamente tutta l'area meridionale. Ad eccezione della zona dell'Ogliastra a sud est, che a sua volta presenta delle caratteristiche proprie.
L'area è vastissima.
L'articolo determinativo singolare è sempre Sa e Su. Ma il plurale è unico al femminile e maschile in Is.
Da Oristano (Aristanis pressoché lo stesso nome che in latino) ove si usa il plurale in -s come in Logudoro. Passando per il meridione da Carbonia Iglesias fino a 'Casteddu' come i sardi chiamano Cagliari, dove invece il plurale usa la forma -*s* dove * è una stessa vocale che si ripete. Esempio:
Sa Conca (la testa) => Is Concasa (le teste)
Su Pippíu (il ragazzino) => Is Pippíusu (i ragazzini).
In questo panorama linguistico vastissimo, oserei definirlo un continente linguistico a se stante, vengono identificati dei fenomeni fonetici e morfologici caratteristici.
a) diffuso betacismo: ad esempio il gruppo latino -QVA- -QVE- -GVA- -GVE-
ha esito tipico in -BA- -BE-
esempi:
QVATVOR => BÀTTORO
LINGVA => LIMBA
AQVA => ABBA
il betacismo riconduce il gruppo linguistico sardo al gruppo protoligure-iberico-numidico. E esistono diversi toponimi che ricordano ad esempio parole della lingua basca.
In sardo abbiamo Uri, Uras, ed in basco Ur è 'Acqua'.
Abbiamo Marrubiu, ed in basco Marrubi è 'fragola' e Marrubia 'la fragola'.
b) fenomeni di labializzazione
Come nel napoletano, dove PLANVM dà CHIANU si ha in sardo SCHIRRU, SCHIRONI per 'Spiedo'.
c) fenomeni diffusi di scambio di fono, nella posizione, in particolare su liquida.
Ad esempio GRATICA da cui GRATICVLA (la graticola) diviene CARDIGA con fenomeno di inversione non solo sulla liquida ma anche sulla sonora.
Altro esempio, dal latino DVLCE con -C dura abbiamo l'oristanese DRUGHE
e molti altri fenomeni di derivazione e produzione grammaticale unici per la lingua sarda.
Ci vogliamo soffermare su un fenomeno presente in modo massiccio nel sardo ma presente anche in altre lingue neolatine. Ossia il passaggio da -RJ- -NJ- con I semivocalica a -RG- -NG- .
Questo fenomeno è presente anche ad esempio nel Retoromanico (Romancio) e nei dialetti lombardi come il Bresciano, nella parola che origina dal latino HISTORIA, che dà luogo a STÒRGIA o ŠTÒRGIA in Romancio. Sarebbe interessante valutare il contributo del substrato retico o ligure al fenomeno.
In sardo vediamo alcuni esempi.
FORDONGIANUS: Località in provincia di Oristano
abbiamo questa ipotesi, una sonorizzazione di T a D ed un passaggio a -NG- oltre ad una apertura della vocale da U a O da un originario FORTVNIANVS dal nome latino FORTVNIO. Tipica e diffusa attribuzione toponomastica per i FVNDI. Quindi era un FVNDVS FORTVNII o FORTVNIANVS
PLANARGIA: Già abbondantemente descritto in letteratura da PLANARIA
BAINGIO: Nome proprio di persona, mi diceva Daniele Castori che sia una forma più sarda del nome GAVINO.
Il passaggio da CAVINVS potrebbe essere attraverso il derivato CAVINIVM ma attraverso un intermedia rotazione vocalica del gruppo -AV- a -VA- in CVAINIVM ovvero QVAINIVM da cui la betacizzazione in BAINIVM e quindi BAINGIO
MORGONGIORI: sempre in provincia di Oristano. Qui possiamo fare una ipotesi.
Potrebbemmo ipotizzare in analogia con FORDONGIANUS una mutazione vocalica, e il passaggio a NG, se ipotizziamo quindi una rotacizzazione sistematica ed una mutazione di nasale potrebbe essere un esito da MVLCVM IVLII o un troncamento tipo da MVLCVNIA IVLIA o MVLCONIA IVLIA o persino uno scambio da MVCLONIA o MVCRONIA.
Come esito estremo potremmo pensare ad una ripetizione della G in forma dura.
Ad esempio nel dialetto della Tuscia di Marta, dal latino MORI (morire) si ha la forma dura MORGHI o MORGHE e da PARI (sembrare) PARGHI o PARGHE.
Allora potrebbe essere un MVRIVM IVLII o MVLIVM IVLII fino ad azzardare un MVLIER IVLIA = 'la donna (chiamata) iulia'.

domenica 5 marzo 2017

Qual'è il nome etrusco di Tuscania?



Se c'è una zona ad altissima densità di storia e di siti di interesse archeologico in Etruria, essa è sicuramente la Valle del Marta.

Se le direttrici di spostamento degli Etruschi furono dalla costa verso l'interno, e se Tarquinia è considerata assieme a Cerveteri (Tarkh'na e Caisra) le due prime città di fondazione Etrusca, sicuramente il percorso dal fiume Marta (il cui endoidronimo si ipotizza Larthe) è uno dei primi seguiti dagli esploratori che si addentravano nei territori ancora sotto il dominio delle popolazioni primitive di quelli che Erodoto chiama Umbri ma che alcuni toponimi come Lugnano in Teverina, Sipicciano, Graffignano, Luni sul Mignone, Monti Sabatini ci inducono a pensare, potrebbero essere persino dei Ligures.

In questo percorso, il primo centro abitato di rilievo è Tuscania.
Esso sorge all'incirca a metà percorso tra la costa Tirrenica e il Lago di Bolsena (in antico il Lacvs Tarqviniensis).

Tuscania è sicuramente uno dei primi centri di fondazione etrusca.
Che sia antica ce lo dice, oltre ai sarcofagi che sono esposti nella Piazza del Municipio, la strada basolata (la Clodia?) che muove verso la città medievale dalla collina dove sono site le Chiese Protoromaniche di Santa Maria Maggiore e San Pietro (probabilmente su siti di Templi Etruschi e Romani di un certo rilievo dato che i nomi delle due Chiese sono gli stessi delle due Chiese più importanti di Roma, il Laterano e il Vaticano).

Che sia molto antica ce lo dice la logica. Se il sito del Lago di Bolsena, oltre a quello del Lago di Mezzano, e l'area più a nord di Vulci, sono tra le prime esplorate, e se la direttrice arriva fino a Orvieto (Velzna), la prima tappa è per forza Tuscania.

Il nome di Tuscania è però piuttosto "artificiale". Infatti esso è una forma aulica ed arcaica di "Toscana", ed in un periodo più antico era detta "Tuscana".

Piuttosto generico, è un termine derivato da "Tusca" o "Tosca" ossia semplicemente (città) Etrusca.

Perchè questo nome così vago per una storia così importante? Da ricerche in rete ci viene detto che già nell'88 a.c. questo MVNICIPIVM Romano è noto come Tuscana.

Tark'hna diventa Tarquinia, Caisra diventa Caere, Velzna diviene Volsinii Veteres, Velkhe diviene Vulci, insomma ogni città etrusca conserva un toponimo assonante, simigliante, invece Tuscania è semplicemente e banalmente Tuscana. Perchè? Cosa si è perso? Cosa volevano i Romani che si nascondesse? Oppure si tratta solo di una nuova colonia romana con un nome del tipo COLONIA TVSCANA e nulla più? Forse la deduzione come Volsinii Novii di qualche altro sito nelle vicinanze?

A non molta distanza, ci sono paradossalmente due borghi che hanno strettamente mantenuto la loro toponomastica Etrusca, riferiti a due illustri famiglie.

Arlena di Castro, dalla famiglia ARULENA, e Tessennano da TETHETHNAS(?), ma anche il toponimo CELLERE indica la presenza di CELLAE, di tombe, di edifici di sepoltura, di necropoli. Era un'area, ed è un area fortemente antropizzata, con incroci viari importanti, la Clodia, e le perpendicolari dall'interno, in primo luogo dal Lago di Bolsena, dove a sud si avevano le strade VERENTANA e LARTHINA(?) presso Marta, che collegavano l'area della Foce con la zona di VISENTIVM (VESENTH?) e VERENTVM (VERENTH? forse la stessa città di VESENTH rotacizzata).

Nell'area poco a nord di Tuscania si sa di rinvenimenti nel periodo intorno alla seconda guerra mondiale di tombe, forse Villanoviane o "Ligures". E nell'area della Mergonara, o di Ponte Tullio, nel Comune di Marta, si hanno tracce di selciati, e di pietrischi stradali.

Come mai il nome di Tuscania, il suo antico vero nome, si è perso?

domenica 13 novembre 2016

La parola Schwytz è retica?

So che susciterà le ironie dei più devoti e dogmatici archeofili ed archeologi, quelli che l'amico Leo Melis definisce "archeobuoni", ma correrò il rischio.
Sappiamo che i Reti sono gli etruschi del nord. Che si separarono dalla madrepatria più meridionale a seguito del calare di popoli celti nella pianura padana.
Sappiamo che sono verosimilmente retici toponimi come Vipiteno (VIPITENAS?), Chiavenna (CLAVNA), Udine (HUTHINE, HUTTENAS?), Pordenone (PURTHANAS dalla carica magistratizia del PURTHAN cfr PURTHNAS = Porsenna), Zurigo (THURI o meglio THURICH che è estremamente similare al "germanico" Zürich nella pronuncia). Forse il Cantone Uri e Glarona/Glarus derivano da URI e CLARU sempre Retici.
Sappiamo che probabilmente i Reti chiamavano se stessi RAITA dal momento che i latini li chiamavano RAETII (il dittongo AE spesso traduce il greco ed anche etrusco AI),
Sappiamo che una zona, le Prealpi del Tux, vicino Salzburg/Salisburgo "la città del sale", potrebbe prendere il nome da una antica radice caucasica "TUS" o "TUR" che indica la parola "sale" presente nella radice TURSHA e nella parola TŪRAN che nel poema persiano medievale Shah Nameh indica la zona del caspio (e sappiamo anche che i turchi non c'entrano affatto nb).
Sappiamo che i Tirreni o Tirseni vengono da quella zona, per cui vivendo anche sui monti del Caucaso, per i Reti è un "ritorno alle origini montanare" dei Tursha Tirreni.
Sappiamo anche che la moderna lingua Georgiana, agglutinante come l'etrusco, il cui endonimo è Kartuli ena, presenta un suono, il "par" che era presente anche nella fonetica etrusca ad es. Nella parola PhLERA (La attuale cittadina di Blera). E sappiamo anche dell'esistenza comprovata di "familiari" cognomi in Georgia, come TARKHUNASHVILI.
Oggi vi voglio parlare di una mia ipotesi sull'origine della radice Schwytz o Schwitz, italuanizzata in Svitto, un cantone svizzero da cui si fa derivare il nome germanico della Confederazione Elvetica, Schweiz, Svizzera appunto.
A me la radice Schwytz, ricorda molto il patronimico georgiano ŠVILI che se ho ben capito indica "figlio di". E se fosse una radice Tirrenico Retica tipo ŠVIS  o ŠVITH?

sabato 6 agosto 2016

Toponomastica della Tuscia, Gradoli

Da Wikipedia leggiamo sulla pagina che riguarda il paese di Gradoli, che si affaccia sul versante settentrionale del Lago di Bolsena, in antico il Lacus Tarquiniensis, che dovrebbe il suo nome ad una ripida scalinata (scala in latino è "GRADVS" da cui "gradino") che portava al Castello attorno al quale si sviluppa il paese.
Possibile, probabile. Però teniamo presente che Pannucci nel suo libro "Bisenzo", cita la zona come sede di una città di origine incerta, presente al tempo degli etruschi, che lui chiama Tiro. Ed aggiunge che Grotte di Castro deve il suo toponimo alla presenza sul territorio della necropoli della città.
Noi possiamo fare qualchd ipotesi ulteriore sul nome.
Ad esempio potremmo pensare ad un toponimo "fondiario", come per moltissime località italiane e del territorio dell'impero romano.
Mi veniva in mente un GRATVLII o GRATILII da un originario FVNDVS GRATILII o FORVM GRATILII, da un FVNDVS ossia un lotto di terra coltivabile conferito ad un veterano, un legionario, di nome Gratilio. Il nome Gratilio è presente indirettamente nell'Onomastica della Tuscia, infatti Gratiliano è il nome del Santo Patrono di Bassano Romano, un paese non lontano da Sutri.
Poi esiste una ulteriore ipotesi, che riguarda più da vicino gli etruschi. Ovvero che sia una deformazione di una parola etrusca.
La versione "etrusca" del nome più simile sarebbe CRATULI, che non ci dice nulla. Ma se sostituiamo la liquida "r" con "l" ossia lambdacizziamo, CLATULI potrebbe richiamare alla mente dei toponimi di area etrusco retica come CLEVSI (Chiusi) o CLAV'NA (Chiavenna ).
La radice CLAV- che non ci risulta attinente al latino CLAVIS, oppure la radice CLA (N) frequentissima nei toponimi etruschi, che indica filiazione (CLAN = figlio ), potrebbe darci CLAVTULI o CLAVTULE.
È una ipotesi da approfondire.

venerdì 5 agosto 2016

Toponomastica etrusca nel comune di Marta. La Via Laertina.

Veduta di Marta dal Pontile del Borgo dei Pescatori  (foto originale da retemeteo.altervista.org)


Marta è un comune di circa 3000 abitanti sito in prossimità dell'emissario omonimo del Lago di Bolsena alla sua sponda meridionale.
Come tutti i luoghi attorno al lago abbonda di aneddoti, leggende, storie. 
Uno tra tutti vuole legarsi alla sua fondazione. 
In prossimità del borgo dei Pescatori, evidenziata da una piccola targa in ceramica al Civico 106 della Via Amalasunta, c'è la "Casa di Tomao", che la leggenda vuole sia il primo abitante di Marta, che ebbe l'onore di traghettare con la sua imbarcazione, proprio la regina Amalasunta moglie di Teodorico, intorno al 500 d.c. La traghettò su una barca di pes atore, la stessa tipologia presumiamo che i pescatori del Lago utilizzano da 3000 anni, a base piatta di forma triangolare leggermente convessa. Già attestata nelle urne cinerarie di Bisenzio.
Mio suocero che era un Martano doc, raccontava una versione interessante della Fondazione del borgo. Tramandatagli dai genitori e risalente alla notte dei tempi.
Secondo questa versione Marta sarebbe stata fondata nel'anno 1000 d.c. da un fantomatico Re o Signore di Chiusi. E la prima casa sarebbe stata quella di Tomao appunto.
Il fatto è che però intorno all'anno 1000 d.c. non ci risultano Signorie, o Regni di Chiusi, tutt'al più il Ducato di Tuscia, e di Spoleto. E la "casa di Tomao" c'era già nel 500 d.c., magari poteva essere un capanno isolato nei pressi della spiaggia, ma è possibile fosse invece inclusa nel sito abitato.


Quel "Re di Chiusi " di cui parlava mio suocero ci fa tanto pensare a Porsenna (secondo G.M. Facchetti ne "l'Enigma svelato della Lingua Etrusca" sarebbe tale Lars Porsethnas) . Tra l'altro nella Tuscia ci sono diversi luoghi che vedono la mitica fondazione ad opera di questo Re, e pure la parola Re per identificare un capo di Stato di una Nazione etrusca non sappiamo quanto sia appropriata, dal momento che ci risulta un complesso sistema elettivo e di nomine di pubblici funzionari. Un altro luogo il cui nome stesso viene riferito a Porsenna è Proceno.

Ovviamente se Marta la fonda questo Re di Chiusi, la sua nascita sarebbe da retrodatare di circa 1600 anni, al VI sec. A.C.

Ma in base a quanto ci disse un amico iscritto al gruppo tempo fa, che se ben ricordo faceva di cognome Fioretti ed era della vicina Tuscania, Marta è un idronimo, che diventa poi per estensione nome dell'abitato che sorge a breve distanza dall'emissario Fiume Marta, il quale segue un percorso abbastanza rettilineo per sfociare presso Tarquinia Tarchna.
Questo Fiume, come prassi presso gli etruschi e non solo (si pensi al mondo Celtico ), venne personificato e deificato.
Fioretti ci parla di un idronimo LARTHE.
E se le cose stanno così, abbiamo una interessante serie di considerazioni da fare.

Primis.
La via principale di Marta, quella fettuccia rettilinea di un paio di km circa di lunghezza, che dirama dalla Provinciale Verentana, attraversa il fiume, e finisce su Piazza Umberto I davanti al Palazzo Farnese e Palazzo Comunale, si chiama Via LAERTINA.
Sappiamo per certo che LAERTIS ovvero Laerte in italiano, è la versione latina proprio di LARTH, diffuso nome etrusco di persona.
L'idronimo LARTHE da cui per "mitacismo" si avrebbe Marta, è una declinazione forse dialettale del nome, o una versione in toponimo, come ad esempio Alessandria da Alessandro.
Allora è logico dedurre che la Laertina prenderebbe il nome dal fatto che tale Via congiunge l'abitato al fiume.
Non abbiamo informazioni in merito alla storia di questa strada. Nè ne abbiamo sul ponte. Ma varrebbe la pena approfondire.

Secundis. 
Se Marta deriva da LARTHE, si avrebbe una suggestiva regola di produzione topo-onomastica per cui si spiegherebbe una associazione diretta tra il nome del Dio etrusco della guerra LARAN e quello romano MARS (Marte).
Infatti applicando proprio il mitacismo ad una delle forme del nome LARTH (alcune delle quali sono LARIS, LARS) ossia LARS otteniamo L(ARS) => M (ARS) ossia pari pari la versione latina.
Ma il nome del Dio etrusco è LAR-AN. Questo non cambia di molto le cose, forse il suffisso -AN è una forma che teonimizza, come l'analogo TUR-AN.

Tertiis.
La radice LAR che volge in varie declinazioni, LAR-AN, LAR-TH, LAR-S, LAR-IS, ci induce a pensare, visti gli attributi della divinità, che la radice LAR (*) in etrusco, possa significare "Guerra". E quindi la versione verbale ipotetica LAR stia per "Combattere".
Faccio notare a margine che la forma indoeuropea da cui l'inglese War non è lontanissima da LAR (*).
In più, come potete facilmente verificare dalla pagina Wikipedia sulla Lingua Etrusca, in analogia con la parola Pretore, Giudice, ZIL-A-TH, da ZIL giustizia, ossia "colui che fa 'Giustizia' ", LAR-(A?)-TH segue analoga regola di produzione (participio presente attivo, da cui un 'nome agente') darebbe "colui che fa 'Guerra' ", in altre parole il nome proprio LARTH significherebbe Guerriero.

G.C.

venerdì 20 gennaio 2012

Città della Tuscia meno note ma di interesse archeologico, Valentano.

Cominciamo una rubrica che cercheremo di portare avanti in questo Blog, integrandola quando e come possibile. Ci occuperemo di città o piccoli paesi che nel loro territorio includono delle situazioni, siti, ed informazioni di rilievo dal punto di vista storico archeologico. Oggi parliamo di Valentano [1].

Il suo territorio include ben due laghi, il Lago di Bolsena (un tratto della costa occidentale, giusto dove sorge Visentium-Ves'nth, quello che era chiamato in antico Lacus Tarquiniensis, che ricadeva appunto nella giurisdizione della nazione Tarquiniese, prima che i Romani intraprendessero la Campagna d'Etruria e deportassero gli abitanti di Velzna in Volsinii Novi, Bolsena appunto), il piccolo Lago di Mezzano (da pronunciarsi con la "z" sorda, che è stato identificato come il Lacus Statoniensis a prova che Statonia-Staitne non era lontana da lì) dentro la Caldera di Latera ed a breve distanza dalla cittadina, ed un Lago prosciugato in quella che oggi è nota come contrada "Lacaccione" (deformazione dialettale di Lagaccione un accrescitivo + pseudodispregiativo molto utilizzato nei dialetti dell'Alta Tuscia).
Il suo toponimo Valentano è stato reso come una variante di Verentanum, da Verentum, questo anche perchè esiste a Marta la Via Verentana che potrebbe prendere il nome dalla via che conduceva a Verentum in epoca antica. Il corrispettivo di Verentum potrebbe essere Ver'nth, e faccio notare la somiglianza tra i toponimi ipotetici in Etrusco di Visentium (che secondo Pannucci [2] era una variante di Vesentum) che dovrebbe essere reso con Ves'nth e Verentum-Ver'nth. O si tratta di due località vicine dal toponimo molto simile o trattasi di rotacismo.

Infine per completare la carrellata di luoghi e questioni di interesse nel comprensorio del Comune di Valentano, sopra il Lago di Mezzano sorge il Monte Becco, vicino al quale si ha la località detta "Il Voltone". Sempre secondo Pannucci, che era un appassionato e viveva in quelle terre, quel Monte poteva essere sede di un importante Santuario Etrusco (lui arriva ad ipotizzare il Fanum Voltumnae che però è al 99,9% ormai acclarato essere al Campo della Fiera presso Orvieto, a meno che non ve ne fosse più d'uno).

E sul toponimo "Voltone" fa riferimento alla leggenda del mostro Volta, sconfitto da un dio Etrusco e confinato nelle viscere della terra (ad esso fa riferimento Plinio il Vecchio [3]), una leggenda che cerca di dare una fantasiosa interpretazione dei soffioni nella Caldera, oggi sfruttati per ricavare energia geotermica.
[2] U. Pannucci, 'Bisenzo e le antiche civiltà intorno al lago di Bolsena'. ed. Tipografia Ceccarelli - Grotte di Castro.
[3] Plinio il Vecchio, Historia Naturalis

mercoledì 4 gennaio 2012

Alcune considerazioni sulla Toponomastica e sui Nomi di Persona Etruschi

Riflettevo su alcune notizie riportate su Wikipedia in merito al Lago Gerundo [1], che in epoca Etrusca doveva essere un acquitrino dovuto al rallentamento del fiume Adda ed alla confluenza del Serio, che allagava buona parte di quella che oggi è la Lombardia. Attorno al Lago o nei pressi vi sono diversi toponimi che testimonierebbero a mio avviso presenza Etrusca come si può vedere anche dalla cartina riportata [2]. Abbiamo oltre a Cremona di documentata fondazione Etrusca, Maccastorna, Turano, Crema, Melzo (come abbiamo documentato [3] probabilmente in Etrusco era MELPHE).

Questo Lago paludoso diede luogo ad alcune leggende tra cui quella del drago Tarantasio [4], ed anche questo nome meriterebbe qualche approfondimento, visto che esiste regione storica della Savoia che porta il nome di Tarantasia [5], in territorio che un tempo era popolato da Celto Liguri [6]. Il drago sarebbe stato ucciso dal capostipite della famiglia Visconti futuri Signori di Milano, ed a seguito di quest'episodio essi inclusero quest'animale nel loro stemma [7] (anche chiamato "biscione" ) ed appare anche nello stemma degli Sforza [8] anch'essi poi Signori della città, ed è tradizionalmente associato alla città stessa.

I lavori di bonifica dell'area paludosa forse cominciarono già in epoca Romana, tant'è che esiste il Canale della Muzza [9], che venne ampliato in epoca medievale.

Il nome del Canale sarebbe derivato da un certo Titus Mutius, forse proprietario delle terre lungo le quali il Canale scorreva, o possibile autore o direttore dell'opera.

Ma il nome Mutius (Muzio) potrebbe essere etrusco? Sempre su Wikipedia si dice che è di "oscura origine etrusca" [10] e viene fatto derivare da Mucius.

Sappiamo che gli Etruschi erano formidabili ingegneri idraulici, crearono un affluente artificiale nel Lago di Vico [11] abbassandone il livello, si dice che costruirono un Canale artificiale che dal territorio di Chiusi portava fino al Mare, e resero navigabili il Chiana (Lat. CLANIS Etr.(?) CLANS dalla parola Etrusca clan "figlio" simile a "Chianti", CLANTIS forse CLANTH ossia "del figlio" ), e che resero più ampio il corso del fiume Marta (Etr (?) MARTH ) emissario naturale del Lago di Bolsena abbassando il livello anche di quest'altro specchio d'acqua. Quindi non ci viene difficile immaginare che questo Titus Mutius fosse un ingegnere di origini Etrusche dell'Etruria Padana ormai romanizzata.

A parer mio l'origine Etrusca del nomen Mutius è tutt'altro che oscura. E non solo, possiamo anche ipotizzare che il nome Etrusco corrispondente potrebbe essere MUTH. A conforto di questa tesi ricordiamo che Muzio Scevola si infiltra tra gli Etruschi di Porsenna proprio perchè di origine e lingua Etrusca [12]. Il soprannome Scevola gli sarebbe stato attribuito dopo la punizione che egli si inflisse per non aver ucciso Porsenna Re di Chiusi (il cui nome in Etrusco, PURTH'NAS potrebbe essere il nome di una carica pubblica oppure è un attributo legato alla carica di PURTHAN o PURTH'NE [13]). Ma Scevola somiglia in modo impressionante al Cognome Etrusco citato alla Riga 1 della Tabula Cortonensis [14] "PETRUISH SCEVESH"

Se MUTH è il nome Etrusco che viene reso in Latino con MVCIVS o MVTIVS possiamo ipotizzare che la città di Modena, in Latino Mutina ed in Etrusco probabilmente MUTH'NA

Sempre pensando a toponimi Etruschi originati da nomi di persona:

VEL-SNA (Volsinii - Orvieto)
VEL-XE (Vulci)
VEL-ATHRI (Volaterrae - Volterra)

Potrebbero essere toponimi derivati da VEL, che in Latino dovrebbe dare IVL, IVLVS (Julo, l'altro nome di Ascanio, il figlio di Enea)

CAI-SRA (Caere - Cere/Cerveteri )
CAI-SNA ( (?) Caesena - Cesena)

Potrebbero essere toponimi derivati da CAI, che in Latino da CAIVS (Caio)





Rif. Bibliografici

[12] Dionigi di Alicarnasso, Antichità Romane (V, 25, 4)

domenica 4 dicembre 2011

Lista di Toponimi ed Esonimi Etruschi

Pubblichiamo una lista di nomi di città in lingua Etrusca, alcune sono semplici ipotesi, contrassegnate da un asterisco ( nome città in etrusco *) in base ad analisi comparative su altri toponimi. In neretto i nomi delle città della Dodecapoli.

Per alcuni toponimi della Lombardia di presunta origine Etrusca ci siamo basati sulla seguente mappa che rappresenta l'antico Lago Gerundo


Nome Etrusco
Nome Latino
Nome Attuale
Zona
Fonte
Ac're *
Acerrae
Campania
Pittau
Ac're *
Acerrae
Acerra
Lombardia
Pittau
Aisarna
Aeserniam
Isernia
Sannio/Molise
Pittau
Arnthea(thi)
Ardeam
Ardea
Lazio
Baldi
Arreti
Arretium
Arezzo
Etruria/Toscana
Cristofani
Arulena
?
Arlena di Castro
Etruria/Lazio
A.Simoni
  Caicne
Caecina
Cecina
Etruria/Toscana
Facchetti
Cainua
Genua
Genova
Liguria
????
Cais'na *
Caesena
Cesena
Romagna
????
Caisra
Caere
Cerveteri
Etruria/Lazio
Cristofani
Cap'na
Capena
Capena
Faleria/Lazio
Cristofani
Capua
Capua
Capua
Campania
Cristofani
Care *
Careae
Galeria
Etruria/Lazio
????
Carm'na *
Cremona
Cremona
Lombardia
????
Cepena
?
Civenna
Lombardia
A.Simoni
Clar'na *
Clarona
Glarona
Svizzera
????
Clav'na *
Clavenna
Chiavenna
Val Chiavenna
????
Clevsi
Clusium
Chiusi
Etruria/Toscana
Cristofani
Curt'na
Curtuna
Cortona
Etruria/Toscana
Cristofani
Cuthi/Cusi
Cosa
Ansedonia
Etruria/Toscana
Cristofani
Fels'na
Felsina/Bononia
Bologna
Emilia
Cristofani
Ficline *
?
Figline Valdarno
Etruria/Toscana
????
Ficline
Forum Livii
Forlì
Romagna
Facchetti
Ficrine *
Fregenae
Fregene
Etruria/Lazio
????
F'runth *
Ferentum
Ferento
Etruria/Lazio
????
Halethi/Halesi
Falerii
Civita Castellana
Faleria/Lazio
????
Harm'ne *
Ariminium
Rimini
Romagna
Cristofani
Hatria
Adria
Adria
Veneto
Cristofani
Hurta *
Horta
Orte
Etruria/Lazio
Cristofani
Larthe
Marta
Marta
Etruria/Lazio
Fioretti
Larthia*
?
Latera
Etruria/Lazio
F.Baldi
Luni
Luni
Luni
Etruria/Toscana
Cristofani
Luni
Luni
Luni sul Mignone
Etruria/Lazio
Cristofani
MaX'strna
????
Maccastorna
Lombardia
????
Manth'ra *
Marturanum
Barbarano Romano
Etruria/Lazio
Cristofani
Manth'va *
Mantua
Mantova
Lombardia
Cristofani
Mar'tha *
Martha (?)
Marta
Etruria/Lazio
????
Melphe *
Melpum
Melzo
Lombardia
Cristofani
Misa
Misa
Marzabotto
Emilia
Cristofani
Muth'ce *
Modicia
Monza
Lombardia
????
Muth'na *
Mutina
Modena
Emilia
Cristofani
Nep'th *
Nepet
Nepi
Faleria/Lazio
Cristofani
Nuc're *
Nuceria
Nocera Inferiore
Campania
Pittau
Nula
Nola
Nola
Campania
Pittau
Nurcla
Nurcla
Norchia
Etruria/Lazio
Cristofani
Parma
Parma
Parma
Emilia
Pittau
Path'va
Padua
Padova
Veneto
????
Perc'me *
Bergomum
Bergamo
Lombardia
Pittau
Pherus'na
Perusia
Perugia
Etruria/Umbria
Cristofani
Phlera
Blera
Blera
Etruria/Lazio
Cristofani
Plitine
Bilitio
Bellinzona
Leponzia/C.Ticino
????
Plitine
Blintina
Bientina
Etruria/Toscana
A. Simoni
Pisa
Pisa
Pisa
Etruria/Toscana
Cristofani
Pup'luna
Populonia
Populonia
Etruria/Toscana
Cristofani
Ratum'na
????
Bagnoregio
Etruria/Lazio
Quercioli
Rav'na *
Ravenna
Ravenna
Romagna
Cristofani
Ruma
Roma
Roma
Lazio
Cristofani
Rus'le
Rusellae
Roselle
Etruria/Toscana
Cristofani
Scans'na
Scansanum
Scansano
Etruria/Toscana
Sito Web (1)
Spina
Spina
Spina
Emilia
Cristofani
Staitne
Statonia
Statonia
Etruria/Toscana
Cristofani
Sur'na
Surrina
Viterbo o Soriano nel Cimino
Etruria/Lazio
Cristofani
Suthri
Sutrium
Sutri
Faleria/Lazio
Cristofani
Sveama
Suana
Soana
Etruria/Toscana
Cristofani
TarX'na
Tarquinia
Tarquinia
Etruria/Lazio
Cristofani
TarX'na
Tarracina
Terracina
Lazio
????
Tesiena
Tessennanus
Tessennano
Etruria/Lazio
A.Simoni
Thefar'ne
Tifernum Tiberinum
Città di Castello
Etruria/Umbria
????
T'lamu
Talamon
Talamone
Etruria/Toscana
Cristofani
Tular
Tuder
Todi
Oria/Umbria ????

Tusc'na
Tuscana
Tuscania
Etruria/Lazio
Cristofani
Ursena*
Dosena
Dossena
Lombardia
A.Simoni
Usc'la *
Oscela
Domodossola
Lepontia/Piemonte
????
Vat'luna
Vetulonia
Vetulonia
Etruria/Toscana
Cristofani
Vei
Veium
Veio
Etruria/Lazio
Cristofani
Velath'ri
Volaterrae
Volterra
Etruria/Toscana
Cristofani
VelXe
Vulci
Vulci
Etruria/Lazio
Cristofani
Velthurne*
Volturnus
Volturno
Campania
A.Simoni
Velthurne*
Velturnus
Velturno - Feldthurns
Alto Adige
A. Simoni
Velz'na
Volsinii (Veteres)
Orvieto
Etruria/Umbria
Cristofani
Ver'na *
Verona
Verona
Veneto
Pittau
Vetuna*
Vettona
Bettona
Etruria/Umbria
A.Simoni
V'renth *
Verentum
Valentano
Etruria/Lazio
????
Ves'nth *
Vesentium
Bisenzio
Etruria/Lazio
U. Pannucci
Vipienas
Viblena
Bibbiena
Etruria/Toscana
A.Faggiani
Vipitenas *
Vipitenum
Vipiteno
Alto Adige
Pittau
Vipsul
Faesulae
Fiesole
Etruria/Toscana
????