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giovedì 6 aprile 2017

Il Pantheon germanico ha qualcosa di familiare

Qualche tempo fa pubblicammo questo articolo che suscitò parecchio interesse.

In esso prospettavamo la suggestiva ipotesi che Odino fosse un viaggiatore-aruspice-sciamano che poteva aver avuto agli occhi di popoli germanici più primitivi un aspetto talmente carismatico da essere divinizzato.
Ebbene ho voluto dare una occhiata più attenta all'intero Pantheon germanico.

La fonte di riferimento è semplicemente Wikipedia.

Per prima cosa, gli Dei sono detti, e già ne parlammo, gli Æsir ed il singolare Dio è Às. Tutto ciò somiglia in modo imbarazzante al modo etrusco per chiamare un Dio: AIS ed il plurale AISAR.

Va aggiunto inoltre che Ás non vuol dire 'dio' in germanico. Ci aspettiamo una forma tipo 'Got' (cfr ingl. God ted. Gut etc.)

Sorvoliamo inoltre sulla curiosa analogia fonetica tra i dialetti germanici meridionali (il tedesco ad esempio Alämannisch o Alemanno) e la possibile pronuncia etrusca. Pensate solo a come si rende in italiano un locutore tedesco che provi a parlare la nostra lingua. "Tu prafo a parlare mia linkva". L'uso massiccio delle 'sorde' in luogo delle sonore e della forma 'kv' in luogo del 'gu' e 'qu' è perfettamente compatibile con la fonetica etrusco retica.

Non vogliamo dire che le lingue germaniche almeno le meridionali abbiano mutuato ciò dall'etrusco retico ma è plausibile.

Passiamo invece a vedere le varie 'familiarità'.

Per prima cosa, basti pensare al luogo ove gli Æsir vivono e di cui sono originari.

Si tratta di Ásgarðr in cui si ha una radice Ás per Ais = Dio e la parte successiva (forse in germanico vorrà dire 'città' o 'luogo') limitiamoci a valutare la similitudine fonetica del suffisso -garðr con Curtar come plurale di Curt radice arcaica presente sia in etrusco che in proto indoeuropeo per "città", cfr Curtun, Gortyna, ma anche Gorod e Grad slavi.

Da Wikipedia leggiamo che

" Secondo l'interpretazione evemeristica di Snorri Sturluson, gli Æsir erano originari dell'Asia (Asíá in norreno) e da quel luogo si sarebbero spostati seguendo il loro capo Odino verso le terre del nord, fermandosi in Svezia (Svíþjóð). La loro patria d'origine era Ásaheimr ("regno degli Æsir"), anche chiamata Goðheimr ("terra degli Dèi"), e capitale di tale regno era Ásgarðr ("recinto degli Æsir") che Snorri curiosamente identifica con Troia. "

Insomma tale città sarebbe nientemeno che Taruiša ovvero Troia. Città su cui abbiamo speso molto studio per ipotizzare la sua strettissima relazione coi Turša o Tirreni.

Ma non solo.

Questa affascinante descrizione ci potrebbe persino indurre a pensare ad Asia come derivato della antica radice Ais per Dio come "terra degli Dei", identificabile con l'Asia Minore ed il Caucaso da cui arrivano i nostri Tirreni

Ecco l'elenco completo degli Dei Æsir.

Æsir
Odino (Óðinn)
Ce ne siamo occupati nell'articolo citato sopra. Ricordiamo brevemente che la nostra ipotesi è che Odino da cui sembra prende il nome Udine derivi dal nome o cognome proprio etrusco retico HUTHINA legato alla radice 'huth' = numero quattro.

Thor (Þórr)
Anche di questa divinità ci occupammo.
Ipotesi possibile: Da un nome proprio Thur. Si noti che il Dio usa una arma micidiale, un martello, che sembra perfettamente mutuato dal Dio necroforo etrusco Charun. Solo che quest'ultimo la usa per finire i moribondi mentre Thor per uccidere chiunque gli si presenti come nemico.

Baldr
Interessante notare come una possibile forma etrusca sia VELTHUR, un nome proprio etrusco che significa 'falco' (da cui il latino VVLTVR).
La ipotesi è come detto nell'articolo citato che si tratti dei nomi di condottieri etruschi che in una o più spedizioni attraverso le terre dei germanici abbiano trasmesso il loro sapere, la loro cultura, il loro alfabeto e la loro religione.

Týr vale una osservazione simile a Thor. Thyr o Tyr è peraltro una versione greca della radice Tur- come in Turan e in innumerevoli teonimi e toponimi vari incluso l'endonimo(?) dei Tirreni 'TURŠA' o 'TARHUIŠA'

Bragi potrebbe essere un altro nome proprio di una spedizione etrusco-retica forse relazionabile con l'etrusco 'VELCHE' (endonimo di Vulci).

Heimdallr
Questa divinità è affascinante. Si tratta di una sorta di dio dei confini. Il suffisso -dallr richiama esattamente la parola TULAR 'confini' appunto in etrusco.
Ma ci viene invece detto che la etimologia germanica è 'incerta'.
Dall'etrusco invece è chiarissima.
Ad esempio AM TULAR vuol dire 'sono (il) confine' o 'essere (il) confine'.

Höðr
Forse correlabile con HUTHAR (' i quattro')

Víðarr
Altro nome plurale. Cfr. VETHAR, VITHAR

Váli
Forseti
Loki

Anche in questo caso sono possibili delle rese in etrusco.

Attenzione. Ovvio prima che arrivi qualche polemista 'preparato', non è detto che sia effettivamente così, o che sia così per tutti. Ma non può essere escluso e pertanto è lecito suggerire.

Ásynjur
(Osservare che il singolare femminile è Ásynja molto simile alla forma etruschizzante AISNA)

Frigg
Sága
Eir
Gefjun
Fulla
Sjöfn
Lofn
Vár
Vör
Syn

Hlín
Ci limitiamo a far notare la somiglianza col greco omerico HELENA

Snotra
Gná

Per ciascun teonimo si può proporre una versione retica.

Ásgarðr che possiamo immaginare con un equivalente nome etrusco retico AIS CURTAR ('Le città(?) del dio') tra l'altro va incontro ad un destino che è il 'ragnarök' e a me verrebbe in mente una forma etrusca come RACNARCE o persino RASNAR CE una sorta di plurale impersonale con la forma al passato ma è un mero esercizio linguistico. Piuttosto è interessante notare che questo ragnarök è la distruzione con l'inganno di Ásgarðr.
Come se la Teogonia germanica proiettasse nel futuro qualcosa avvenuto nel passato remoto dei Tirreni.

Concludo rammentando del grande interesse del Re di Svezia per gli Etruschi.

Io parlavo con gli amici dicendo ironicamente che gli piacevano perché loro hanno come nome proprio Lars.

Forse è più di una battuta.

Forse un nostro Lars o Larth o più di uno, in Scandinavia ci è finito sul serio. 


sabato 29 ottobre 2016

Ipotesi di lavoro e studio su Montefiascone (di Fabrizio Baldi)


Parlando varie volte con amici ed esperti, nel fare ipotesi sulla ubicazione di antichi templi, o siti di qualche rilievo, emerge un pensiero tanto semplice quanto efficace: "immagina dove erigeresti un tempio. Se lo hai pensato tu, è probabile che lo abbia fatto anche qualcun'altro in passato".

Ed io, se dovessi immaginare un luogo che rappresenti meglio di chiunque altro, per la sua situazione geografica, gli interi domini d'Etruria, dopo averne visti molti, uno di quelli che sicuramente mi ispirano è la montagnola su cui sorge l'abitato di Montefiascone.

Di Montefiascone, città universalmente nota per la produzione vinicola (il bianco Est! Est!! Est!!! al centro di un episodio quasi leggendario che riguarda un alto prelato buongustaio medievale), sappiamo che la sua storia parte dal Medioevo, ma in epoca Etrusca non ci risultano insediamenti degni di rilievo, né in successiva epoca Romana.

Eppure Montefiascone ha una collocazione logistica incredibile.
Da Montefiascone puoi dominare l'intera piana di Viterbo, e lo sguardo termina sui Cimini ad Est, poi  volgendo lo sguardo verso sud, muovendosi in senso orario, si intravede il mar Tirreno sotto il comprensorio della Tolfa, intorno alle coste di Cerveteri, quindi i monti della Tolfa, ed ancora il mare, a Sud,  fino a lambire il profilo dell'Argentario, del Giglio verso Sud-Ovest e in occasioni di eccellente visibilità si intravede persino il contorno del monte Cinto in Corsica, quindi l'occhio cade ad Ovest sul panorama offerto dal Lago di Bolsena e le sue isole, ed in fondo dai monti del comprensorio dell'Amiata, quindi continuando a muoversi in senso orario, verso Nord si arrivano a vedere i monti in Umbria, oltre il Tevere, fino all'Appennino.

Ed ovviamente Montefiascone, con la inconfondibile Cupola della Basilica di Santa Margherita, è visibile da questi luoghi. Lo riconosci dai Cimini, già superato lo spartiacque di Vetralla. Lo riconosci dai Monti della Tolfa, dall'Amiata, e dai vari belvedere siti sulle pendici del preappennino d'Umbria, come a Giove. Insomma Montefiascone è un vero e proprio riferimento topografico.

Ed io dovrei credere che i nostri Padri non hanno riservato a questo sito un ruolo importante?
Non so se il Fanum Voltumnae sia al Campo della Fiera nel Territorio di Orvieto, o sul Monte Becco come ipotizza Pannucci, o sull'Isola Bisentina, o in altri siti possibili.

Ma io sono convinto che prima della Chiesa di Santa Margherita, li c'era qualcosa di sacro, e di antico.

Concludo questo breve articolo ricordando che Giovanni Feo fa notare la grande presenza di figure femminili di Sante cristiane venerate attorno al Lago. Santa Margherita a Montefiascone, assieme a Santa Marta a Marta, Santa Elisabetta a Gradoli, Santa Cristina a Bolsena è una di queste. Forse una trasposizione di Urcla, o la Fortuna Vesentina, la Dea del Lago.

Fabrizio Baldi


venerdì 5 agosto 2016

Toponomastica etrusca nel comune di Marta. La Via Laertina.

Veduta di Marta dal Pontile del Borgo dei Pescatori  (foto originale da retemeteo.altervista.org)


Marta è un comune di circa 3000 abitanti sito in prossimità dell'emissario omonimo del Lago di Bolsena alla sua sponda meridionale.
Come tutti i luoghi attorno al lago abbonda di aneddoti, leggende, storie. 
Uno tra tutti vuole legarsi alla sua fondazione. 
In prossimità del borgo dei Pescatori, evidenziata da una piccola targa in ceramica al Civico 106 della Via Amalasunta, c'è la "Casa di Tomao", che la leggenda vuole sia il primo abitante di Marta, che ebbe l'onore di traghettare con la sua imbarcazione, proprio la regina Amalasunta moglie di Teodorico, intorno al 500 d.c. La traghettò su una barca di pes atore, la stessa tipologia presumiamo che i pescatori del Lago utilizzano da 3000 anni, a base piatta di forma triangolare leggermente convessa. Già attestata nelle urne cinerarie di Bisenzio.
Mio suocero che era un Martano doc, raccontava una versione interessante della Fondazione del borgo. Tramandatagli dai genitori e risalente alla notte dei tempi.
Secondo questa versione Marta sarebbe stata fondata nel'anno 1000 d.c. da un fantomatico Re o Signore di Chiusi. E la prima casa sarebbe stata quella di Tomao appunto.
Il fatto è che però intorno all'anno 1000 d.c. non ci risultano Signorie, o Regni di Chiusi, tutt'al più il Ducato di Tuscia, e di Spoleto. E la "casa di Tomao" c'era già nel 500 d.c., magari poteva essere un capanno isolato nei pressi della spiaggia, ma è possibile fosse invece inclusa nel sito abitato.


Quel "Re di Chiusi " di cui parlava mio suocero ci fa tanto pensare a Porsenna (secondo G.M. Facchetti ne "l'Enigma svelato della Lingua Etrusca" sarebbe tale Lars Porsethnas) . Tra l'altro nella Tuscia ci sono diversi luoghi che vedono la mitica fondazione ad opera di questo Re, e pure la parola Re per identificare un capo di Stato di una Nazione etrusca non sappiamo quanto sia appropriata, dal momento che ci risulta un complesso sistema elettivo e di nomine di pubblici funzionari. Un altro luogo il cui nome stesso viene riferito a Porsenna è Proceno.

Ovviamente se Marta la fonda questo Re di Chiusi, la sua nascita sarebbe da retrodatare di circa 1600 anni, al VI sec. A.C.

Ma in base a quanto ci disse un amico iscritto al gruppo tempo fa, che se ben ricordo faceva di cognome Fioretti ed era della vicina Tuscania, Marta è un idronimo, che diventa poi per estensione nome dell'abitato che sorge a breve distanza dall'emissario Fiume Marta, il quale segue un percorso abbastanza rettilineo per sfociare presso Tarquinia Tarchna.
Questo Fiume, come prassi presso gli etruschi e non solo (si pensi al mondo Celtico ), venne personificato e deificato.
Fioretti ci parla di un idronimo LARTHE.
E se le cose stanno così, abbiamo una interessante serie di considerazioni da fare.

Primis.
La via principale di Marta, quella fettuccia rettilinea di un paio di km circa di lunghezza, che dirama dalla Provinciale Verentana, attraversa il fiume, e finisce su Piazza Umberto I davanti al Palazzo Farnese e Palazzo Comunale, si chiama Via LAERTINA.
Sappiamo per certo che LAERTIS ovvero Laerte in italiano, è la versione latina proprio di LARTH, diffuso nome etrusco di persona.
L'idronimo LARTHE da cui per "mitacismo" si avrebbe Marta, è una declinazione forse dialettale del nome, o una versione in toponimo, come ad esempio Alessandria da Alessandro.
Allora è logico dedurre che la Laertina prenderebbe il nome dal fatto che tale Via congiunge l'abitato al fiume.
Non abbiamo informazioni in merito alla storia di questa strada. Nè ne abbiamo sul ponte. Ma varrebbe la pena approfondire.

Secundis. 
Se Marta deriva da LARTHE, si avrebbe una suggestiva regola di produzione topo-onomastica per cui si spiegherebbe una associazione diretta tra il nome del Dio etrusco della guerra LARAN e quello romano MARS (Marte).
Infatti applicando proprio il mitacismo ad una delle forme del nome LARTH (alcune delle quali sono LARIS, LARS) ossia LARS otteniamo L(ARS) => M (ARS) ossia pari pari la versione latina.
Ma il nome del Dio etrusco è LAR-AN. Questo non cambia di molto le cose, forse il suffisso -AN è una forma che teonimizza, come l'analogo TUR-AN.

Tertiis.
La radice LAR che volge in varie declinazioni, LAR-AN, LAR-TH, LAR-S, LAR-IS, ci induce a pensare, visti gli attributi della divinità, che la radice LAR (*) in etrusco, possa significare "Guerra". E quindi la versione verbale ipotetica LAR stia per "Combattere".
Faccio notare a margine che la forma indoeuropea da cui l'inglese War non è lontanissima da LAR (*).
In più, come potete facilmente verificare dalla pagina Wikipedia sulla Lingua Etrusca, in analogia con la parola Pretore, Giudice, ZIL-A-TH, da ZIL giustizia, ossia "colui che fa 'Giustizia' ", LAR-(A?)-TH segue analoga regola di produzione (participio presente attivo, da cui un 'nome agente') darebbe "colui che fa 'Guerra' ", in altre parole il nome proprio LARTH significherebbe Guerriero.

G.C.

sabato 7 novembre 2015

La figura di Odino, una mia ipotesi. (Uighurata)

Tutti hanno anche una benché minima idea di chi sia Odino, il Dio principale del Pantheon dei Germani,  o uno dei principali.

Non sono ferratissimo in mitologia nordica ma so quanto basta su Odino per avere avuto una mia intuizione.

Tracciamo per sommi capi la descrizione di questo Dio Germanico, e per farlo ci riferiamo ad una sintesi che possiamo trovare in rete, ad esempio va benissimo questa di Wikipedia, e da Wikipedia estraiamo anche una raffigurazione ideale di questo Dio. La sua iconografia principale non lo ritrae come un guerriero ma piuttosto come un mite e sapiente vecchio, dalla lunga barba bianca,


Vi ricorda qualcosa di familiare?

Guardate ad esempio quest'altra raffigurazione



ed anche quest'altra


ed infine questa ultima



è vero che l'iconografia classica dello sciamano lo raffigura come un vecchio saggio più delle volte con un cappello in testa, anche perchè un anziano deve oltre tutto coprirsi dal freddo, ed un bastone a cui appoggiarsi, ma è anche vero che la classica raffigurazione di uno "sciamano" etrusco prevede proprio un cappello a punta ed a larga falda, per intenderci quello tipico da "strega". E questa è una caratteristica per quanto diffusa, tuttavia non sempre presente, e scontata.

Ad esempio la raffigurazione di Gandalf nel Signore degli Anelli , che è notoriamente ispirata alla figura di Odino, evidenzia questo particolare copricapo.



Fin qui sono curiose somiglianze di aspetto, diciamo delle affinità di raffigurazione.

Leggiamo da Wikipedia cosa si dice di Odino.

"Odino (anche noto con il nome tedesco WotanOdinWodan) è la divinità principale, personificazione del sacro o "totalmente Altro" stesso, della religione e della mitologia germaniche. Le fonti principali che permettono di delineare la figura di Odino e i miti relativi provengono principalmente dai miti scandinavi, compilati in lingua norrena (l'antenato delle lingue scandinave odierne) nell'Edda, il ramo meglio conservato nonché più recente dei miti germanici.
Nella mitologia eddica Odino è il principale rappresentante della classe di divinità dette Asi, ed è associato alla sapienza (visione del sacro), all'ispirazione poetica, alla profezia, alla guerra e alla vittoria. Brandisce Gungnir, la sua lancia, e cavalca Sleipnir, il suo destriero a otto zampe, altre allegorie mitologiche dell'Irminsul o Yggdrasill (letteralmente "destriero del Terribile"), l'albero cosmico.
Figlio di Borr e della gigantessa Bestla, fratello di Víli e [1], sposo di Frigg e padre di molti degli dèi, tra cui Thor (il Fulmine ordinatore), eBaldr. Spesso viene inoltre definito "Padre degli Dèi" o AllföðrAllvaterAllfather ("Padre del Tutto").
Secondo l'escatologia eddica Odino guiderà gli dèi e gli uomini contro le forze del caos nell'ultima battaglia, quando giungerà il Ragnarök, la fine del mondo, nel quale il dio sarà ucciso, inghiottito dal temibile lupo Fenrir, per essere immediatamente vendicato da Víðarr che ne lacererà le fauci dopo avergli piantato un piede nella gola. Un importante tempio dedicato alla triade divina di Odino sorgeva ad Uppsala, in Svezia."

Tutto questo sembra molto nordico, ma c'è un nome che ci incuriosisce, ed è "Asi", ma andiamo avanti, e scopriamo che Odino ha una curiosa caratteristica

"Odino conosce i segreti delle rune, le lettere che, incise sul legno, sulla pietra, sulle lame delle spade, sulla lingua dei poeti, sugli zoccoli dei cavalli, sono l'origine stessa di ogni conoscenza e di ogni potere. Odino ottenne questa sapienza, diventando il primo Erilaz, ovvero il primo "maestro runico", immolando sé stesso in sacrificio a sé stesso."

Ricapitoliamo, c'è un Dio germanico, il più importante, quello che è considerato il Padre degli Dei, che è vestito alla maniera di un Sacerdote, o diciamo un Sapiente Etrusco, o magari anche Retico, con tanto di Lituo e copricapo, il quale porta ai Germani le Rune.

Infine egli fa parte dei "Asi" che vengono anche definiti Æsir, e questo somiglia moltissimo al plurale AISAR di AIS ossia Dio in Etrusco. 

Ma ancora non basta.

Le Rune germaniche sono molto somiglianti alle lettere dell'alfabeto Etrusco, che poi sappiamo altro non è che l'Alfabeto Greco Euboico Occidentale di Cuma. Comunque sia, quello è, si somigliano in modo sorprendente.



Ed allora adesso lasciatemi "uighurare"*, 

Immaginiamo che una spedizione di Reti o di Etruschi, lungo una Via Commerciale, ad esempio la Via dell'Ambra che dall'Adriatico portava sino al Baltico, sia composta da un certo numero di personaggi, tra i quali vi sia uno scriba o un "esperto di scienze", in pratica uno Sciamano o Sacerdote Etrusco, magari immaginiamone anche un nome, o un cognome Huthina.

Huthina è un cognome perfettamente coerente con la linguistica Etrusca, infatti potrebbe essere l'equivalente di Quarto, Quartuccio, per indicare il "quarto figlio", o abitante di Quarto (inteso come luogo che segue un certo ordinamento numerico), tra l'altro abbiamo anche un importante toponimo in Italia che si dice guardacaso essere in relazione col nome Odino ma che si trova in area tra la Rezia e l'Adriatico, Udine, ed Huthine, nome Retico/Etrusco potrebbe esserne il nome antico.

Questo Huthina allora fa parte di una missione scientifico commerciale. Un gruppo di Reto Etruschi che cerca di stabilire dei rapporti commerciali con le popolazioni lungo il percorso, al fine di stabilire uno scambio di materie prime dal nord, con qualcosa da dare in cambio.

Sappiamo che gli Etruschi, e quindi anche i Reti sono degli abili metallurgi, lavorano bene l'oro e gli altri metalli. A questo punto Huthina avrà pensato di portare con se un buon tecnico orafo o metallurgico per insegnare magari a queste popolazioni qualche tecnica per lavorare l'ambra ed i metalli che avrebbero poi trasportato in Rezia ed Etruria. Ed infatti nel Pantheon germanico un altro importantissimo personaggio è Thor, il dio con il martello magico, una sorta di fabbro guerriero. Un artigiano dei metalli Etrusco? Facciamo notare che in area Retica abbiamo Turicum (Zurigo) che potrebbe avere origine Retica da Thurice, legato alla radice Thur, nome proprio.

Quindi questo team di tecnici Reto Etruschi, arriva presso le popolazioni germaniche, insegna loro un modo per comunicare, l'alfabeto Reto Etrusco, ma da adattare alle esigenze del sacro e del profano dei Germani. Analogamente a come fecero i Santi e Cirillo e Metodio con gli Slavi, trasferendo a loro l'alfabeto greco bizantino noto poi come Cirillico. 

Quindi al fine di avere garantito un passaggio pacifico, si mostrano disponibili ad insegnare alcune tecniche loro proprie, come lavorare dei metalli, anche per uso di difesa, come la lavorazione di  rame per ricavare il bronzo e ferro per forgiare armi, e la lavorazione di altri metalli tra cui l'oro e l'argento.

E' più che comprensibile che per popolazioni primitive chi portava loro tanta conoscenza poteva tranquillamente divenire un mito, o persino un Dio.

Del resto la Storia Etrusca stessa inizia con una "rivelazione", quella di Tagete (Takh-es) a Tarconte (Tarkh-un). E da quel remoto momento i Germani avrebbero tramandato la scrittura delle Rune e l'arte di lavorare i metalli come tramandate da dei, Huthina-Odino e Thur-Thor. 

E' una ipotesi di lavoro.

*Uighurare, *Uighurata è un termine che abbiamo coniato nel gruppo Etrusco di Facebook dopo che un iscritto mi fece notare che secondo il mio ragionamento "Yukur", toponimo diffuso in Africa che a mio avviso potrebbe essere in relazione con Iugurtha (Giugurta) sarebbe stato affine ad "Uighur" termine invece assai lontano che indica una popolazione di etnia Turcica della Cina Occidentale.

In altre parole il gentilissimo ospite del gruppo voleva farmi notare che avevo detto una castroneria, una roba che solo assomiglia ma che non ha nulla a che vedere.



sabato 29 marzo 2014

Salviamo la documentazione del gruppo RASNA Parte X.


Ciao, trovo questo gruppo molto interessante! Vorrei chiedere se avete notizie sulle dee Catha e Ino e se vi risulta che gli etruschi usassero in qualche caso associare le due divinità. Grazie.
  • Piace a te, Cecilia Marchese e Babilus Block.
  • Fabrizio Baldi Abbiamo questa estrema sintesi su Wikipedia della dea Cautha http://it.wikipedia.org/wiki/Cautha
    it.wikipedia.org
    Cautha nella mitologia etrusca era una divinità solare, ed era lei stessa sorell...Altro...
  • Fabrizio Baldi Ne abbiamo trattato comunque nel gruppo tempo fa, vediamo di recuperare i post.
  • Bruna Rossi E' plausibile un luogo a lei dedicato posto ad est, sulla linea equinoziale che incontra ad ovest un sito il cui toponimo richiama Janus ed ha come stemma il toro?
  • Fabrizio Baldi Su Ino, non ho mai sentito, sinceramente, anche perchè la O in Etrusco era scarsamente utilizzata. Abbiamo le divinità Uni (Equivalente a IVNO latina, ossia Giunone) e Ani una divinità piuttosto misteriosahttp://it.wikipedia.org/wiki/Ani_(divinit%C3%A0) forse importata dai Tirreni?
    it.wikipedia.org
    Ani è il nome di una divinità etrusca presente nella storia degli studi su quest...Altro...
  • Bruna Rossi Ino diventa in Grecia Leucotea e a Roma Mater Matuta, nota anche come dea Bianca e venerata come Grande Madre in quanto nutrice di Dioniso. Io sto cercando di sapere se come Ino compare in qualche iscrizione o toponimo etrusco o ligure. Potrebbe corrispondere a Uni?
  • Fabrizio Baldi questa è la pagina Wiki su Ino, Cecilia Marchese vi sono delle assimilazioni con altre divinità mediterranee? http://it.wikipedia.org/wiki/Ino
    it.wikipedia.org
    Ino fu la seconda moglie di Atamante. Dalla loro unione nacquero Learco e Melice...Altro...
  • Fabrizio Baldi E' interessante la Genalogia di Ino! Ino è figlia di Cadmo, e Cadmo è figlio di Agenore (Canaan). Quindi la Genalogia è Fenicia. Ed un figlio di Ino è Melicerte, che accidenti se non somiglia a Melqarthttp://it.wikipedia.org/wiki/Melicerte
    it.wikipedia.org
    Melicerte è una figura della mitologia greca, figlio di Atamante e di Ino, frate...Altro...
  • Fabrizio Baldi Questo è Melqart, divinità di Tiro. Ora Cadmo Fonda Tiro, e Melqart è la divinità di Tiro. http://it.wikipedia.org/wiki/Melqart
    it.wikipedia.org
    Melqart (oppure meno accuratamente Melkart, Melkarth o Melgart[1]), in accadicoM...Altro...
  • Fabrizio Baldi cito da Wiki:

    Viene generalmente ritenuto che il greco Melicerte figlio di Ino fosse in origine un riflesso di Melqart, anche se nessuna fonte classica connette esplicitamente le due figure mitologiche.
  • Fabrizio Baldi questo è il babbo di Melqart. http://it.wikipedia.org/wiki/Hadad
    it.wikipedia.org
    Hadad è una divinità degli Aramei (o Siri). Dio del fulmine e delle tempeste, da questa sua caratteristica gli viene l'appellativo il tonante.
  • Fabrizio Baldi e questo è il babbo di Melicerte: ATHAMAS che non è onomasticamente lontanissimo dalla versione ittita di Hadad, ossia HATTI.http://it.wikipedia.org/wiki/Atamante e Cecilia Marchese Atamante è fratello indovina di chi? (Salmoneo)
    it.wikipedia.org
    Atamante (in greco antico Ἀθάμας) è una figura della mitologia greca. Figlio di Eolo, a sua volta figlio di Elleno, e di Enareta, fu un re beota.
  • Fabrizio Baldi Ce n'è a sufficienza per stabilire che si tratta di divinità Anatolico-Mesopotamico-Cananee grecizzate
  • Fabrizio Baldi ALT! Ecco un altro nome di Hadad, che potrebbe essere Athamas, e che è ricordiamolo figlio di INO che vogliamo stabilire quale forma prende nella Mitologia Etrusca (se ne prende qualcuna).http://it.wikipedia.org/wiki/Teshub
    it.wikipedia.org
    Teshub (altresì scritto Teshup) era il diourrita del cielo e della tempesta. Der...Altro...
  • Fabrizio Baldi Ora se io dico l'Hurrita Teshub magari a qualcuno non dirà molto ma se cito:

    Teshub (altresì scritto Teshup) era il dio urrita del cielo e della tempesta. Derivazione dell'Hattico Taru, il suo nome nella lingua ittita e luvia era Tarhun (con le varianti Tarhunt, Tarhuwant, Tarhunta).

    TARHUNT, TARHUWANT, TARHUNTA mi ricordano qualcosa, Leonardo Gherardini, Alessandro FaggianiCecilia Marchese!!!!

    Il famoso contadino TarX a cui Tagete rivela i segreti dell'Aruspicina e che poi fonderà Tarquinia, quello che presso i latini viene chiamato Tarconte. 

    Aggiungo dalla Wikipage:

    Il mito urrita dell'origine di Teshub, narra che egli venne concepito quando il dio Kumarbi morse e inghiottì i genitali di suo padre 

    Anu
  • Fabrizio Baldi Anu è una delle divinità credo più antiche del mondo. Il Dio del Cielo. http://it.wikipedia.org/wiki/An_(mitologia) quello che probabilmente origina il mito di Ouranos che poi corrisponde all'Indù Varuna.
    it.wikipedia.org
    An in lingua sumerica, Anum in accadico, era il dio celeste della mitologia meso...Altro...
  • Fabrizio Baldi Qui da per scontato che Tarconte e Tarhunt siano la stessa cosa. http://it.wikipedia.org/wiki/Tarconte
    it.wikipedia.org
    Tarconte (Tarchun-us in lingua etrusca; cfr. Taru, Tarhui e Tarhunt, in lingua i...Altro...
  • Fabrizio Baldi Si va oltre e si associa il nome di Troia a Tarquinia mah. Tarquinia (Tarchu-na in lingua etrusca; cfr. Tarui-sa/*Tarhuisa- Troia e Tarhunt-assa in luvio)
  • Alessandro Emrys Wledig tutto da lì viene Caucaso e Anatolia.A Roma e Grecia solo eredità
  • Fabrizio Baldi Ce n'è abbastanza per far girare la testa... tornando alla domanda iniziale, Ani è definita "divinità celeste" e di Ani si sa poco. Urano è padre di Crono. Crono è Saturno e l'equivalente Etrusco è Satres (da cui forse il nome di Sutri) 

    Non mi è chiaro se Tarhunt-Hadad è figlio di Anu o se di Kumarbi che morde i genitali di Anu. Provo a definire delle genealogie parallele

    Anu => Kumarbi => Tarhunt-Hadad + ??? => Melqart

    Ouranos => Xronos => Zeus [+ Alcmena?] => Herakles ?

    ma anche 

    ........... => .............. => Athamas + Ino => Melikertes

    Io mi fermo. 
  • Fabrizio Baldi il passo in cui si dice che Hadad-Tarhun è padre di Melqart è questo, si trova in questa sezione http://it.wikipedia.org/wiki/Melqart#Mitologia

    Anche Sanchuniathon, l'autore fenicio, parla di Melqart con il nome di Malcarthos o Melcathros, figlio di Hadad che viene comunemente identificato con Zeus.
    it.wikipedia.org
    Ateneo di Naucrati (m. 392 a.C.) riassume una storia di Eudosso di Cnido (c. 355...Altro...
  • Cecilia Marchese Oooohhhhh ma qui è tutto così semplice 
    Ovvio che Uni e Juno (o Jana) siano la stessa entità !
    La Grande Signora dei Viventi che si manifesta - in questo caso - come Nutrice.
    Fornitrice di latte dunque, bianca come la Via Lattea (quest'ultima, secondo il mito, venne creata da uno schizzo di latte fuoriuscito dal seno di Hera - originariamente omologa di Uni in Attica e Argolide: "Hera" significa "la Grande Signora"... da cui il titolo "Eroe" che assumevano gli iniziati ai suoi Misteri prima di diventare solo dei guerrieri tutto-muscoli).
    La Dea Bianca o Leukothea è ovviamente un attributo della Signora... poiché il latte è bianco. "Galatea" è un sinonimo.
    Che poi l'Est (Stella d'Oriente) sia il luogo deputato della Dea Bianca pare ovvio: il sole sorge a Est, e l'Est è la direzione di tutti gli inizi. Come tutte le nuove vite appena venute alla Luce, che hanno bisogno di essere nutrite dalla Grande Signora 

    Per quanto riguarda la "misteriosissima" Ani...
    Ricordatevi dell'Anna Perenna, remota e arcaica epifania divina ancora molto nota e amata a Roma.
    Anu o Danu era il suo nome in Irlanda e Gran Bretagna, ove l'avevano importata i Danaidi provenienti dai Balcani ("Tuatha de Danaan"). Danae, Diana...

    "Hannah" in ambito semitico: l'Antenata Primordiale che viene dal Cielo. Giunta fino in ambito cristiano col nome di Sant'Anna.

    La più antica testimonianza della teofania finora nota però la troviamo in Mesopotamia: ove In-anna o, più correttamente, "Nin Anna" ("la Signora del Cielo") in epoca pre- e proto-sumerica non era stata intaccata del suo dominio sui cieli da Anu, successivamente An (in accadico-babilonese)... che è la semplice mascolinizzazione del Nome della Dea.
    Che trucchi ingenui per spodestare la Grande !

    Arrivando a Cautha - ci troviamo sempre nello stesso mare.
    Vi suggerisco la somiglianza stretta col teonimo "Ecate"... e vi rammento che Ecate era proprio l'Entità cui sacrificava Medea 
    Il culto di Ecate era molto diffuso sul Mar Nero.
    Ciò dovrebbe farvi perlomeno riflettere.
    Ancora oggi in Russia il nome "Ekaterina" ha molto successo !

    Vi rimando anche alla controparte celto-gallica della Dea (probabilmente il passaggio si è avuto - come in tanti altri casi - attraverso i Balcani e forse la penisola italica):

    http://www.celtnet.org.uk/gods_c/cathubodua.html
  • Bruna Rossi Grazie Cecilia, le tue precisazioni confermano le mie ricerche. Purtroppo i veri significati di certi toponimi sono quasi perduti e sostituiti con le spiegazioni più fantasiose! Eppure ancora cercano di farsi strada, bisognerebbe dar retta più spesso ale piccole intuizioni, anche quando vanno contro tutti i luoghi comuni...
  • Bruna Rossi Abito ai piedi di una collina a forma di seni, che porta i nomi di Catha e Ino associati, al cui incavo sorge il sole, da una determinata e significativa posizione, all'alba dell'equinozio, in linea con un'altra collina il cui toponimo richiama Giano; il tutto all'apertura di una valle ricca di energie ed acque termali, i cui continui riferimenti al leone riconducono ad Ercole! Un vero luogo sacro, anche se i ritrovamenti archeologici documentati sono esigui, relativi ai primi decenni del '900, e ormai cancellati dall'espansione della città. Inoltre non esiste alcuna documentazione storica antecedente al medioevo. Trovo che sia una bella sfida! Anche tu quindi concordi sull'idea che Catha e Leucotea possano identificarsi in una stessa divinità?
  • Cecilia Marchese Bruna Rossi... cosa dirti ? Concordo assolutamente con le tue osservazioni. Il luogo che mi descrivi non può essere altrimenti che sacro !
    E sono del tutto convinta che Catha e Leucothea siano sempre la stessa divinità: manifestazione della Grande Signora dei Viventi (Magna Mater...) in quanto Nutrice: infatti mi dici che la collina ha forma di seno. Lei nutre un Puer AEternus. Un Eroe fanciullo che diventerà Eracle. Più evidente di così 
  • Fabrizio Baldi Riassumiamo, TarX l'eroe eponimo fondatore di Tarquinia e secondo diversi Storiografi Romani di un po' tutte le città della Dodecapoli (ora non ricordo il nome dello Storiografo, né se sia uno o più) presso gli Hurriti sarebbe l'equivalente semitico derivato dalla Mesopotamia dell'Indoeuropeo Zeus-Dyaus. E presso gli Hurriti TarX è padre di Melqart. Che sarebbe poi l'OMOLOGO (non mi viene altro termine) di Ercole. 

    Prima osservazione inevitabile: Le Lamine di Pyrgi in cui si ha la presenza di un Tempio Condiviso a Uni e Astarte. Immaginate quanti luoghi di culto vi siano stati o vi siano tutt'ora che sono condivisi tra due religioni diverse. Immaginate un luogo di culto non condiviso tra confessioni di una stessa Religione (Ortodossi o Cattolici, o Sunniti e Sciiti) che già sarebbe di difficile concezione, ma proprio di due Religioni distinte, immaginiamo un Tempio che sia al tempo stesso Moschea e Tempio Buddista. A me non risulta in nessuna Religione una cosa simile.

    Voglio dire quindi che perchè un Tempio sia CONDIVISO ci devono essere FORTISSIME affinità CULTUALI. Oltre che CULTURALI. Ed allora il Popolo del Mare dei Peleset è rimasto vincolato, e affratellato con quello dei Tursha, e quindi Punici ed Etruschi si permettevano il lusso di avere Templi comuni, e probabilmente divinità comuni o intercambiabili. A questo punto mi incuriosisce vedere se Tarconte ha dei figli, e come questi si chiamano nel mito Etrusco o nella variante Latinizzata. Insomma, come si chiama il Melqart-Melicerte Etrusco? Ne abbiamo attestazioni?

    Questo è un ulteriore punto a sostegno sia della tesi Caucasica, perché la presenza presso gli Hurriti ( e Leonardo Gherardini ne ha parlato più volte se ricordo bene) di TARU o TARHUN è indicativo. Quell'area è di "sosta" per i TURSHA che provengono dal Caucaso. 

    Se veramente il vero nome della città di Troia è da mettere in relazione con Tarquinia, vuol dire che la città era un insediamento di Hurriti che sono una popolazione di TURSHA. 

    Importante è che però nel mito Etrusco TarX è a differenza di Zeus, o anche di Hadad o Atamante, un contadino che viene iniziato al culto dell'Aruspicina da Tages (forse in Etrusco TaXes).... ma questo è quello che dicono i Romani. Un Dio che diventa un ignorante contadinello ma che poi una volta "rieducato" diviene un grande guerriero? Beh questo si abbina con la radice Tarh- (mi sembra Ittita) che indica la parola Guerriero. Ma è possibile che il mito Latinizzato abbia cambiato qualcosa. 

    I Tursha hanno fatto tappa presso i Peleset. Ed i Tursha possono aver fondato altre colonie oltre all'Etruria ove fondandosi con gli Umbri/Liguri/Villanoviani creano i RAS'NA (Tesi Erodotea) magari con l'aiuto, l'avallo, la tolleranza dei Peleset. Che nel frattempo erano arrivati a Cartagine ed in Spagna. Ed in Spagna troviamo i domini di Cartagine-Fenicia-Peleset ma a Cadice che è Cartaginese-Fenicia-Peleset troviamo

    1) Tarshish terra di Gerione, nonno di Norax l'eroe eponimo SHARDANA. E la parola Tarshish somiglia molto a Tursha o Tyrsenos. E aggiungiamo che i soliti Storiografi Romani ci dicono che a Tarshish o Tarsis o Tartesso si parla una lingua SIMILE all'Etrusco. (Simile, ma non uguale, come può essere la componente Tirrenica Tursha rispetto alla popolazione Etrusca) 

    2) Li c'era, lo ripeto ancora il Lacus Ligustinus, ovvero Ligure, ed allora? Anche i LUKKA (che per me sono i Ligures) altro popolo del mare erano al seguito dei PELESET e TURSHA, e visto che c'era Norax anche qualche SHARDANA?

    3) La Penisola Iberica e l'Aquitania PER ME, sono i luoghi in cui o arrivano gli AKAWA-SHAH (e danno il nome all'Aquitania) e gli WAS-SHASH (e danno il nome ai Vasconice, i Protoiberici affini ai Liguri, antenati dei Baschi) o viceversa. Non è detto che tutti i PdM arrivino dalla stessa area geografica.
  • Cecilia Marchese Fabrizio Baldi: fila che è una meraviglia !

    L'unica incertezza me la lasciano i Lukka e gli Akawashah...

    I Lukka potrebbero essere (come ipotizza la maggior parte degli studiosi) i Lici (del resto questo etnonimo deriva da una radice *lyk- che starebbe ad indicare il "lupo", possibilmente l'animale tribale) oppure... perché no i Liguri ? Che informazioni abbiamo sul modo in cui i Liguri usavano chiamare sé stessi ? E se i Lici fossero un gruppo di Liguri in trasferta ? 

    Per quanto riguarda gli Achei... l'etnonimo potrebbe anche significare "Signori dell'Acqua". Molto appropriato per un Popolo del Mare - no ? Qual è l'etimologia del termine "acqua" ?
    Sappiamo che gli Achei, per entrare nella penisola ellenica, mossero certamente da nord-est (Tessaglia ? Attuale Romania ? Ponto Settentrionale ?) e senz'altro erano ampiamente kurganizzati se non proprio autentici kurgan di ultima generazione... perlomeno le élites.
    Tuttavia ciò non esclude la possibilità di contatti con la penisola iberica.
    Quella che gli archeologi chiamano "Cultura del Bicchiere Campaniforme", e che esprime il primo esempio di sincretismo culturale compiuto su larga scala tra popolazioni neolitiche indigene e immigrati kurgan in Europa e nel Mediterraneo, offre già degli spunti notevoli nel riconoscimento di rotte ben specifiche e definite.
    Ci vorrebbe una cartina: la penisola iberica appare molto interessata a questi traffici commerciali del Bronzo Antico.
  • Fabrizio Baldi Effettivamente l'ipotesi 

    LUKKA =Ligures

    AKAWA-SHAH = Aquitanes

    WAS-SHAH(SH) = Vasconices

    E' quella più "uighura" di tutte, e l'ho veramente sparata grossa. Però è intrigante la possibilità. Dal momento che in qualche modo l'area Iberica c'entra. E come dicevamo presso il Caucaso oltre all'Albània vi era anche l'Iberia.http://it.wikipedia.org/wiki/Iberia_caucasica

    in georgiano იბერია

    E se Rutuli di Ardea + Rutuli del Caucaso = 4....
    it.wikipedia.org
    L'Iberia (georgiano: იბერია; latino: Iberia; greco antico: Ἰβηρία), anche conosc...Altro...
  • Bruna Rossi Ragazzi, siete tropo forti, con tutti questi nomi mi mandate in confusione... mi viene però da annotare che ur/nur richiamano il concetto di acqua e di luce, che gli etruschi erano abili rabdomanti e che ad Ercole stesso si attribuisce l'invenzione della rabdomanzia... E che dire del toponimo "vergaiolo" nell'area da me presa in esame?
  • Cecilia Marchese Bruna Rossi... i conti tornano come vedi.
    E prima o poi ti abituerai anche tu ai nostri metodi "brainstorming" 

    Fabrizio Baldi: posto qui il bignamino Wiki (scritto comunque - devo dire - decentemente) sulla Cultura del Bicchiere Campaniforme (inizio-metà III millennio a.C.) e relativa cartina.
    Non sono riuscita a trovare cartine migliori: quella che c'è sul volume della Gimbutas indica il rinvenimento di alcuni esemplari del (non proprio bel) "bicchiere" anche in area pontica, caucasica e siro-palestinese.
    Il testo dice molte cose, e comunque vale la pena analizzare le rotte seguite dai commercianti di questo orribile oggetto.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_del_vaso_campaniforme
  • Fabrizio Baldi UR in basco è pari pari ACQUA n.b. (basco, la lingua che deriva direttamente da quella parlata dai VASCONICES, che si pronunciava WASK-onikes e WAS non è altro che una deformazione di EUSK- la radice di EUSKADI o EUSKAL HERRIA nome con cui i Baschi chiamano se stessi)

    Ercole nella tabella comparativa che ho messo sopra sarebbe l'equivalente di.... aspe che apro il documento...
  • Fabrizio Baldi Melqart, ovviamente, che è figlio di Tarhunt, che presso i greci diventa Melicerte figlio di Atamante. Quindi in termini matematici

    Ercole : Melicerte : Melqart 

    =

    Zeus : Atamante : Hadad-Tarhunt-Taru-TarX-Tarconte.
  • Fabrizio Baldi Altro voletto pindarico, Atamante ovvero Atamas richiama alla mente Garamante (presumo in greco antico Garamas) che ha a che fare con il popolo dei Libi. http://it.wikipedia.org/wiki/Garamante
    it.wikipedia.org
    Nella mitologia grecaGaramante detto anche Anfitemi è uno dei figli di Apollo e Acacallide e dunque nipote di Minosse, re di Creta.
  • Fabrizio Baldi Leonardo Melis qui ho fatto un po' di analisi spicciola e di equivalente tra le varie figure mitologiche, devo rileggermelo anche io.
  • Leonardo Melis MELKART PADRE degli ERACLIDI/SHARDANA... - GARAMANTE padre dei LIBU/GARAMANTI... sempre loro i POPOLI del MARE. ... bueno.
  • Fabrizio Baldi Lo riscrivo qui sotto

    Zeus è padre di Ercole 

    Atamante è padre di Melicerte

    (Mitologia greca)

    Hadad anche detto Tarhunt anche detto Taru anche detto TarX presso gli Etruschi e latinizzato in Tarconte è padre di Melqart (questo per la precisione è il legame Tarhunt padre di Melqart presso gli Hurriti credo )
  • Fabrizio Baldi Per cui esiste una sorta di corrispondenza "gerarchica" tra Zeus, Atamante e Hadad-Tarhunt-TarX ed il loro figlio Ercole-Melicerte-Melqart
  • Fabrizio Baldi analisi fatta a occhio.
  • Leonardo Melis ci si può lavorare ....
  • Cecilia Marchese Un breve suggerimento di fretta: non prendete in considerazione solo i padri 
    Ricordate che ci riferiamo ad un'epoca in cui la discendenza era ancora in buona parte matrilineare. Dunque analizzate i nomi delle madri ! Possibilmente i nomi dei padri sono stati aggiunti in epoche successive... e riflettono legami di parentela più tardi.
  • Fabrizio Baldi Si poi facciamo una analisi matrilineare.
  • Tofani Ornello Scusate l'intrusione, sono ignorantissimo in materia, ma leggo delle due divinità etrusche Catha e Ino, sono un editore prestato alla ricerca sulle città con mura in opera poligonale. Proprio in questi giorni, sono state ritrovate due collane, trovate ...Altro...
  • Fabrizio Baldi Io sapete cosa faccio? Visto che questo lo citeremo piuttosto spesso, faccio un copia incolla sul Rasnablog.